(¯`·._.·[ Tra dire e fare,tra bene e male,con tutto quello che avrei da fare,sto qua che penso solo a te...
Voglio chiudere gli occhi e dimenticare. Esci dalla mia testa, perchè io ho sbagliato e devo recuperare da sola quel che ho perso fino adesso. Non posso tornare indietro e ridirti esattamente le stesse parole per farti capire. Ho sbagliato anche in questo, nel scriverle solamente qui sopra. Ma tutti posso commettere gli stessi sbagli. Sono come cantilene che ci piace fischiettare e poi ci prendiamo gli stessi dolori, che soffi, ma non può sbagliare. Brucia. Vorrei dirti di restare qui con me ma non sei più la stesse persona e non ci sono cure per farti capire che non sei più tu quella persona che mi faceva stare bene. Quello spazio che hai cercato, in quell'istante segreto, non lo sento più, non lo trovo più, ho ristretto il cerchio e tu dove vai? stai correndo dietro di me, ma io non ti vedo. Non riesco più a vederti. Solito posto, solita ora, solita nebbia, nel cuore, negli occhi, nell'anima e quel giorno in cui diventerai grande io non ci sarò. Piango.
Non so quanto sia giusto vivere per un attimo il passato, mentre il presente è al tuo fianco. Ma per un attimo ho sentito il cuore viaggiare, allontanarsi da uno stato d'animo che per il momento non mi rende serena e felice. Mi immaginavo seduta sulle scale di quella vecchia Chiesa ad attendervi. Vederti arrivare con quella tua aria spavalda e la faccia come sempre da bravo ragazzo. Così acqua e sapone da non credere che non avessi abbastanza spazio nel tuo cuore da poter tenere dentro anche me. Eh si, ancora ci penso. Ancora penso a quel giorno in cui mi chiamasti dicendo che ero divenuta improvvisamente come quei vecchi amici che non senti da una vita e ti sembra paradossale ritenerli particelle chiave della quotidianeità. Ma stiamo scherzando? Cazzo, certo che sono ancora arrabbiata con te! ti rivoglio sempre nella mia vita... e continuo ad aspettare, nonostante al mio fianco ci sia una persona che dice di amarmi. Ma sai, io non gli credo. Non riesco a farlo. Nei suoi occhi non leggo niente che mi ricordi di te. E sono tanto arrabbiata anche con lui. Aspè, squilla il telefono. Ennesima notizia negativa. Avevo una opportunità per tornare da te e invece niente. Nemmeno l'Università vuole avere più niente a che fare con me... "sono passati troppi anni"... dicono. E questo è vero. Nonostante gli anni che passano, io sn ancora qui a cercare un escamotage per rivederti, visto che il destino mi è stato sempre contro tutte le volte che sono capitata sotto casa tua, nel tuo bar, nella tua piazza... ma niente... nessuna traccia del tuo vissuto, della tua presenza. Si, nonostante al mio fianco ci fosse un'altra persona.
Si disse che se lui l'avesse toccata anche solo una volta, non se ne sarebbe andata. Si disse che lui mentre dormiva, avesse teso una mano sulla gamba e sul ginocchio, se le avesse sfiorato il viso con il suo, se avesse premuto la gamba contro la sua o la bocca contro la schiena, se le avesse messo una mano sullo stomaco o un braccio sul fianco, se le avesse toccato il fianco con la gamba, se le avesse appoggiato la testa sulla spalla o avvicinato la guancia al collo.... allora lei avrebbe tenuto duro. Gli stava dando un mucchio di possibilità. E lei avrebbe tenuto duro per sempre Sarebbe rimasta tranquilla, fedele. Sarebbe rimasta lì. Lì dove?
E come ho sbagliato lo so solo io... Cercavo l'Amore-E-basta!
"Queste settimane, che abbracciano la fine di un'estate e il principio di un altro autunno, sono confuse nella mia mente, forse perchè la nostra comprensione reciproca aveva raggiunto la dolce profondità in cui due persone comunicano più spesso con il sienzio che con le parole: un affettuoso sileni che costituisce la tensione, i discorsi concitati, le scorribande che danno origine a un'amicizia più appariscente, a un maggiornumero di momenti drammatici, ma superficiali"
Sei come una spina nel cuore. Ti accorgi che scende lentamente mano a mano che il dolore si infittisce. E più cerchi di tamponare la ferita ascoltando James Blunt a ripetizione, più ti accorgi che non serve a nulla e che l'unico desiderio sarebbe dimenticare in un nano secondo. Ma si può? Forse no se tu continui a mandarmi e-mail con oggetto sempre la stessa identica frase. Sei ormai come un disco rotto che ripete sempre le stesse cose. Peccato che la canzone non sia più ammaliante come allora... come quando l'ascoltai per la prima volta e me ne innamorai subito. Mi colpi per la sua originalità e motivetto orecchiabile. Quel sound accattivante che seduce l'orecchio e in un battito d'ali si impossessa della mente.
Mille sigarette buttate sul letto. Due pacchetti finiti e una cappa di fumo ad invadere e intristire questa stanza già grigia. Persa nei miei pensieri, fumo.
Penso alle scarpe rosse che comprerò sabato a Napoli, alle mille cose da fare lunedì appena ritornerò a lavoro. Alle tante persone che vorrei scomparissero per lasciare posto a un prato fiorio sul quale stendermi avvolta da una pace eterna.
Sono passate 24 ore dal mio breve monologo telefonico e poche ore dal tuo monologo tramite e-mail. La comunicazione diretta è passata di moda. I chilometri che ci dividono e distanziano sono un alibi perfetto alle nostre incomprensioni. E l'amore sarà eterno... finchè dura... E finchè lo voglio ti odierò, ti tradirò, ti renderò un anima incomprensibile, da non catturare, ma da liberare, per volare via lontano.
E' tempo di "Same Mistake": take the moments of your life... and live... Di più non so. Because I lost me.
Niente sigarette. Niente coinquiline che fanno rumore e sono noiosamente assordanti in giro per casa. Niente sapone per lavare i piatti. Niente telefonata quotidiana prima di andare a dormire. Niente sorrisi. Niente baci sulla fronte. Niente abbracci calorosi. Solo scale da scendere e ascensori da prendere, per salire, uscire, via di qui, via da questa casa, ora troppo piccola, ora troppo stretta. Ho voglia di andare via. La mia valigia arancione è già pronta per venire via con me. Domani si parte. Ci mettiamo in cammino, per tornare a casa. Quella che ci accoglie ogni qual volta che abbiamo bisogno di un tetto dove, finalmente, liberi, ritorniamo ad essere completamente noi stessi, spogliandoci della 'bella faccia'. C'è bisogno anche di indossare quella 'cattiva'.
Roma è una città in cui ci si può perdere ma anche ritrovare. In 4 mesi mi sono persa tante e tante volte, ed ora che mi sono ritrovata, a distanza di molto tempo, mi ritrovo a pensare a quel tempo, non rimpiangendolo per niente, ma anzi a pensare a come ne sia venuta fuori, a come grazie a lui sia riuscita a ritrovare la mia bussola. Strano come in certi momenti la nostra bussola personale ci tiri dei brutti scherzi abbandonandoci temporaneamente. Pensavo di andare nella direzione giusta, stravolgendo forse completamente quel che ero e invece oggi sono di nuovo io e mi sta bene tutto, i lati negativi e quelli positivi. Mi ritrovo a credere per la prima volta che allora una ruota che gira esiste veramente e forse sta girando nel verso giusto. Non mi illudo, questo mai, ma anche quelli che sembravano essere gli errori più discutibili di questo mondo ora sembrano essere stati solo una rapida lezione di vita. Ed ecco infatti arrivare lui, sul suo cavallo bianco, con in mano la mia bussola, ora funzionante. La strada sembra essere quella, ma forse sbaglierò, non lo so. Ma quel che so è che le persone che ho accanto, quelle con cui quotidianamente condivido un obiettivo, un pensiero, un segreto, bhè… quando ne ho bisogno, ci sono. E colui che mi ha consegnato la bussola e che ne possiede una copia da 8 mesi, si alterna tra cuore e mente, aspettando pazientemente che venga una nuova alba, un giorno lontano in cui io sia capace di nuovo di camminare da sola, di spiccare in volo con le mie ali, senza pretese o aspettative. E anche quando sono qui, nel buio della mia stanzetta a godermi un po’ di pace e serenità, mentre fuori piove, dentro di me sento di avere reagito, di non riuscire a comprendere come abbia potuto agire in determinati modi, quasi dimenticando del tutto il passato al quale resterò sempre legato e che ora mi da gioia ricordarlo, perché era pieno di amici e situazioni divertenti, create dalla mia voglia di vivere pienamente ogni giorno, ogni minuto, ogni istante. Quindi ti ringrazio Ro, perché in fondo mi hai insegnato a ritrovarmi.
Di ritorno dalla Spagna, viene proprio automatico mettersi a pensare alle tante differenze notate, rispetto alla patria natia. Eppure cavolo, ce ne sono eccome. A partire dall’organizzazione con la quale si tiene in ordine e pulita una città come Barcellona, facendoti notare come poche accorgimenti renderebbero ogni città migliore.
"Diritto a vivere in un ambiente sano e pulito".
Tralasciando in lati negati, che quelli ce li hanno tutti (si, pure a Barcellona ci sono!), salta subito all’occhio la sicurezza che si riscontra camminando per le vie della città, grazie alla presenza di tante persone che fanno parte della municipale, volontari del traffico e altri addetti con questo specifico compito. Incredibile ma vero. Mi ha stupito il divieto di vendere alcolici al di fuori del bar o ristorante, quindi da non creare ulteriori situazioni di disturbo per le strade, vista la tante gente che quotidianamente assedia le Rambla, ma non solo. Buonissima la puntualità dei mezzi di trasporto, veramente stupefacente. Ogni due minuti c’è la metro! E dire che abbiamo anche beccato scioperi e manifestazioni, gestite nel migliore dei modi, senza feriti o reazioni violente.
E di fronte all’euro, che ha messo in crisi sicuramente mezza Italia, la Spagna ha così risposto: con il controllo prezzi! I ristoranti sono davvero carissimi, anche se mangiare la paella ne vale davvero la pena, ma le varie catene di centri commerciali – Carrefour, etc, etc - sono davvero convenienti! Offrono di tutto a prezzi ottimi. Vi dico solo che se avessi avuto una valigia libera avrei fatto la spesa lì!
Un’altra cosa di cui sono rimasta piacevolmente sorpresa è la varietà dei programmi della tv catalana. In spagna, oltre ai vari programmi di quiz e svariati tg, in cui in studio vi erano 2 o 3 giornalisti che commentavano le notizie prima e dopo (proprio come accade qui!), abbiamo visto una partita di basket, i tornei di tennis e una partita di calcio. In Italia per vedere altri sport, a meno che non si tratti del maledetto Calcio, devi pagare delle società private!
Insomma una nazione che fino a qualche tempo fa sembrava “arretrata” rispetto all’Italia, ora mi sembra apparire abbastanza “avanti”, soprattutto culturalmente e a livello di intenzioni e di organizzazione nel migliorare sempre più.
Detto ciò, spero che anche qui in Italia avvenga al più presto una rivoluzione del genere, riuscendo anche a dare maggiore importanza ai giovani, perché, nonostante tutto, il viaggio più bello è sempre quello che ti riporta a Casa...qualunque essa sia.
come cavolo avete fatto a votare a uno che stava coalizzato con la LEGA!!!

